Storia - 2ª fase 1978/1984

Port

“Il personale è politico” – il diritto alla contraccezione e all’aborto

Già a partire dal 1977, l’UMAR aveva preso una posizione pubblica sul diritto all’aborto e aveva partecipato alla raccolta di cinque mila firme, consegnate l’8 marzo all’Assemblea della Repubblica, per esigere  la legalizzazione dell’aborto.

Questa fase di vita dell’associazione vede al centro la lotta per la contraccezione e l’aborto, ma non abbandona certo altri temi, come per esempio dimostra il caso della manifestazione  di Porto del 28 gennaio 1978 contro la tratta delle donne, unico esempio in tutto il Paese fino ad ora.
Tra le principali iniziative si osservano:
  • solidarietà a Maria Antonia Palla e Conceição Massano;
  • edizione del opuscolo: “Aborto, le donne accusano”;
  • manifestazione contro la tratta delle donne a Porto;
  • solidarietà alle lavoratrici della Voliera di Freixial, alle ricamatrici di Madeira e alle operaie di Plessey;
  • denuncia delle violenze sessuali perpetrate da un ispettore fiscale della Lisnave su alcune donne delle pulizie;
  • integrazione dell’UMAR nella CNAC- Campagna Nazionale per l’Aborto e la Contraccezione;
  • festa della Rivista Donna d'Aprile; 3º Incontro Nazionale;
  • richiesta di riapertura della Ospedale-Maternità di Sto. António;
  • raccolta firme contro il concorso di Miss Madeira;
  • indagine sulle relazioni familiari attraverso la rivista Donna d’Aprile;
  • manifesto,  consegnato l’8 di marzo 1981 al Parlamento, per esigere, oltre ad altre rivendicazioni, il diritto alla contraccezione e all’aborto;
  • sessione culturale presso il Teatro Vasco Santana;
  • misure in difesa dei diritti delle donne entrate poi  nella Costituzione e nel Codice Civile;
  • edizione dell’opuscolo: "Contraccezione per non abortire, legalizzazione dell’aborto per non morire";
  • raccolta di firme per la sottoscrizione "Noi abbiamo abortito";

Il personale è politico” – il diritto alla contraccezione e all’aborto